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Haithabu “su misura” per l’Italia

(di Francesca Cecilia Koll) Alle porte della Scandinavia, alle propaggini settentrionali della Germania, nella regione dello Schleswig-Holstein, si conserva da ben più di mille anni un tesoro dell’archeologia altomedievale. Haithabu è il suo nome.

Sorta inizialmente come piccolo insediamento in posizione protetta e strategica per i commerci, in fondo ad una lunga insenatura del Mar Baltico (lo “Schlei”) e nel punto più stretto della penisola dello Jutland, Haithabu divenne a partire dalla fondazione con il Re danese Göttrik (804), fra il IX e l’XI secolo d. C., una delle più floride metropoli commerciali dell’Europa del Nord al centro di una fitta rete di scambi a lunga distanza.

Densamente popolata, pullulava di mercanti e artigiani e di merci che con loro giungevano dalle più disparate regioni. Dopo aver percorso lunghe strade, risalito fiumi e mari, l'afflusso di mercanzie veniva incanalato verso i laboratori artigianali e verso le élites locali, ma in parte ulteriormente smerciate. L'intensificazione di queste attività fecero di Haithabu il primo prototipo di città nel Nord Europa. Dall’Ovest e dal centro Europa, dalla Scandinava a Nord, dal Baltico ad Est fino al Volga, dall'Impero Bizantino e dal Califfato di Baghdad fino a lambire Samarcanda a Sud, diversi popoli venivano in contatto per commerciare una gran varietà di prodotti finiti e di materie prime: coloratissime perle di vetro, pellicce, ambra, ferro, argento, steatite, avorio di tricheco, corniola, cristallo di rocca, tessuti preziosi, cibi esotici...e non da ultimo schiavi. Motore di questo incredibile afflusso, nonché principale luogo di scambi era il porto. Per favorire l'agevole attracco delle imbarcazioni si sviluppò nel tempo un articolato sistema di pontili-piattaforma. La scoperta e lo scavo di tali strutture suscitò notevole stupore negli studiosi che prima di allora non avevano immaginato niente di simile.

Più volte attaccata, distrutta e ricostruita, Haithabu si spense definitavamente sotto l'incursione slava del 1066, lasciando così le redini alla città che nel frattempo era sorta sulla riva opposta, l'attuale Schleswig. Un'eccellente quantità di reperti, recuperata nel corso di ripetute campagne di scavo a partire dai primi anni del ‘900 fino ad oggi, nell'insediamento, nelle aree funerarie e presso la riva sotto l'acqua dove era il porto, è testimone dell’intensa e vivace attività di questo importante emporio altomedievale.

Ripresa aerea del Wikinger Museum Haithabu

Il Museo - Wikinger Museum Haithabu-
Di tutto ciò il “Wikinger Museum Haithabu”, l'unico museo archeologico sull'epoca vichinga in Germania, conserva egregiamente testimonianza e non solo. Nel 2010 infatti l'esposizione (nata nel 1985) è stata completamente modernizzata e impreziosita dall'installazione di innovativi mezzi di divulgazione. Cinque sale, ognuna delle quali diversamente concepita, accompagnano il visitatore in un percorso tematico in cui il totale coinvolgimento è assicurato. Valore aggiuntivo è infatti conferito - ai già magnifici oggetti, pertinenti alla vita quotidiana, alla sfera mitologica e funeraria (monete d'argento, spade di alto rango, raffinate fibule, resti di una nave da guerra, solo per citarne alcuni) - grazie all'esposizione di modelli delle sepolture regali, di proiezioni audiovisive per la lettura e la comprensione delle grandi pietre runiche (nel museo sono esposti gli originali), di immagini e filmati di esperimenti archeologici che riproducono i procedimenti delle diverse lavorazioni artigianali. Arrivati nell'ultima sala, poi, lo sguardo va alla meravigliosa vista sull'acqua e sulla tipica vegetazione a cannucce palustri. Con un po' di fortuna si può veder passare un'imbarcazione vichinga che saltuariamente fa visita ad Haithabu e ci si può immaginare come le navi mercantili dovevano attraccare ai pontili. Eppure, in lontananza, in mezzo al verde, proprio là dove allora sorgeva la città, spuntano oggi dei curiosi tetti in cannucce.......

Scorcio della sala 5, dedicata al porto di Haithabu, con vista sullo Schlei

Le case - Wikinger Häuser Häuser–
Lasciato il museo, basta incamminarsi per il sentiero di campagna e passar accanto ai resti di quello che una volta era l'imponente vallo semicircolare eretto nel X secolo d. C. a difesa della città, per materializzare con stupore davanti ai propri occhi vere case altomedievali di legno e argilla. Qui, nel luogo dove si svolsero gli scavi archeologici, 7 diversi esemplari di strutture abitative e lavorative con i loro annessi e un pontile, che dalla riva si spinge per oltre 40 m sull'acqua, sono stati fedelmente ricostruiti a grandezza naturale per riproporre uno spaccato della città nel IX secolo d. C..

Dalla primavera all'autunno le case si animano di esperti artigiani vichinghi. Non si tratta soltanto di osservarli mentre sono all'opera. Un vasto programma permette ad adulti, giovani e bambini di scegliere il giorno della visita in base al tipo di attività che preferiscono: differenti visite guidate a tema, dimostrazioni, giochi e workshops. Dalle piante selvatiche agli assaggi culinari, dalla creazione di perle di vetro, di amuleti in metallo e ambra, alla tintura delle fibre tessili e alle tecniche di tessitura, dal tiro con l'arco e le escursioni sulla barca a vela vichinga alle saghe da ascoltare e molto altro ancora! Le possibilità sono infinite e la scena sempre diversa, ma anche “solo” concedersi del tempo per avventurarsi nell'atmosfera incontaminata ed autentica delle case, costituisce di per sé un'esperienza unica.

Vista autunnale sulle case ricostruite

Ad Haithabu (sulla via per diventare Patrimonio dell’UNESCO), la moderna e fresca concezione di esposizione museale in simbiosi con il Museo all'aperto, come la cura per il dettaglio e per la migliore trasmissione dei dati archeologici, offrono al visitatore la possibilità di calarsi al 100% in un altro tempo nonché di viverlo con tutti e cinque i sensi e a 360 gradi. Per questo, a mio avviso, non solo si è riusciti ad elaborare una soluzione vincente e originale di museo, ma si è anche “incarnata” e concretamente realizzata l'idea stessa di “Museo archeologico” nel XXI secolo.

Francesca Cecilia Koll, stagista dell'Università di Siena all'interno del programma „Erasmus Placement” presso il Wikinger Museum Haithabu


Orari di apertura:
Museo “Wikinger Museum Haithabu”
Novembre-Marzo: Lunedì chiuso, Martedì-Domenica 10.00-16.00
Aprile-Ottobre: tutti i giorni 9.00-17.00

Case “Wikinger Häuser Haithabu”
Novembre-Marzo: chiuso
Aprile-Ottobre: tutti i giorni 9.00-17.00

Il programma delle attività (“Jahresprogramm”) è direttamente scaricabile in formato “.pdf”di anno in anno dal sito del Museo.

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Das Buch zur Ausstellung

Haithabu Fernhandelszentrum zwischen den Welten
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Info

Kære museumsgæster!

Vores udstillingslokaler er lukkede indtil April 2018 på grund af et omfattende renoveringsarbejde.

 

Dear Visitors!

Due to extensive renovation work, our exhibition building will remain closed until April 2018.

 

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